Il coraggio di essere imperfetti

Essere vulnerabili non significa essere deboli, anche se molto spesso confondiamo i due termini.
Anzi…la vulnerabilità è la misura del coraggio!

Dedico sempre le prime ore della mattina alla formazione. Ho una lista di libri, corsi, tutorial che invece di accorciarsi si allunga quasi quotidianamente.

Dicono che il cervello umano possa contenere tantissime informazioni. Forse ho deciso di verificarlo.

Il potere della vulnerabilità

Stamattina mentre bevevo una tazza fumante di caffè,  ascoltavo l’intervento al TED di Brené Brown, una studiosa delle relazioni umane, il cui discorso riporto qui sotto:

Stories are just data with soul

Dall’analisi di interviste, dati e storie ecco il risultato raggiunto da Brené Brown dopo anni di  studi:

I’m vulnerable -> I’m alive -> I’M ENOUGH

Il coraggio di essere imperfetti

Cosa rende alcune persone più propense alle connessioni e altre meno?
L’accettazione della propria vulnerabilità, il coraggio di essere imperfetti!

La vulnerabilità genera innovazione creatività e cambiamento. 

Un punto di vista decisamente innovativo che mi ha fatto riflettere.

Essere vulnerabili significa uscire dalla propria zona di comfort e mettesi in gioco, sentirsi anche un po’ scomodi e rischiare. Ed è solo in questo modo che si cambia.

L’uomo nell’arena

Non in questo discorso ma in un altro, sempre la Brown cita Roosevelt e la tua celebre frase dell’uomo nell’arena.

Conoscevo già questo discorso di Roosevelt ma oggi forse ne ho compreso il reale significato.
Un po’ come quelle cose che ti capitano per caso proprio quando sei più ricettivo nel riceverle.

Le lezioni giuste al momento giusto.

Per vincere si deve provare e mettere in conto che si può anche fallire!

It is not the critic who counts; not the man who points out how the strong man stumbles, or where the doer of deeds could have done them better.
The credit belongs to the man who is actually in the arena, whose face in marred by dust and sweat and blood; who strives valiantly; who errs, who comes short again and again, because there is no effort without error and shortcoming; but who does actually strive to do the deeds; who knows great enthusiasms, the great devotions; who spends himself in a worthy cause; who at the best knows in the end the triumph of high achievement, and who at the worst, if he fails, at least fails while daring greatly, so that his place shall never be with those cold and timid souls who neither know victory nor defeat.

https://www.youtube.com/watch?v=urjYhlwVTiE

Non è il critico che conta, né l’individuo che indica come l’uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un’azione. L’onore spetta all’uomo che realmente sta nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perché non c’è tentativo senza errori e manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l’obiettivo; che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza. Dunque il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta.

 

ATTIVA COOKIES