Never GIVE UP – Mai mollare

Il week end che ci siamo appena lasciati alle spalle ha visto Bergamo ospitare due gare di corsa in montagna:

La Reda Rewoolution Orobie Ultra-Trail

e il Gran Trail Orobie

Venerdì è partita da Clusone l’Orobie Ultra-Trail, la distanza più lunga: 140 km con 9500 metri circa di dislivello positivo.

Sabato mattina, invece, da Carona, in Val Brembana, circa 750 runners si sono ritrovati per  la gara di media distanza, Il GTO: 70 km con 4200 metri circa di dislivello positivo.

In totale quasi un migliaio gli ultra runners venuti da trentaquattro Paesi.

Tutte queste persone accomunate da una sola, grande passione: la montagna, o meglio la corsa estrema in montagna.

Se escludiamo il gruppo di quelli che ha gareggiato per vincere o per classificarsi nelle prime posizioni, i cosiddetti “forti”, tanti sono quelli che hanno deciso di partecipare con lo scopo di mettersi alla prova e che hanno corso senza velleità di vittoria, solo con l‘idea di portare a termine il percorso scelto. Never Give Up. Mai mollare.

Io sono andata in Piazza Vecchia, in città alta, sabato sera per vedere l’arrivo di alcuni degli atleti.

La tecnologia anche in questo caso è stata preziosa: è stato possibile seguire la gara, comodamente dal cellulare, controllando attraverso una app i passaggi dai vari cancelli fissati lungo il percorso, semplicemente  conoscendo il numero di pettorale del corridore.

Conosco diverse persone che hanno partecipato a questa gara.

Alcuni si sono iscritti sull’onda dell’entusiasmo dopo i racconti  di chi, lo scorso anno, aveva preso parte alla prima edizione.

Loro, i precursori, quelli della edizione 2015, sono quelli che si buttano senza pensarci, che vanno avanti.

Determinazione

Io ne conosco qualcuno, e non solo nel settore sportivo. Sono coloro che non  necessitano della conferma esterna, sono i “visionari”.

Quelli che si buttano senza rete.

I partecipanti di quest’anno invece qualche informazione in più a loro disposizione la avevano. E si sono iscritti.

Sull’onda dell’entusiasmo, appunto.

Entusiasmo

Entusiasmo è una parola bellissima.

Deriva dal greco e significa “stato di ispirazione”. Presso i Greci, l’entusiasmo era la condizione di chi era invaso da una forza o furore divino (ἔνϑεος), cioè della pitonessa, dell’indovino, del sacerdote, nonché del poeta, che si pensava ispirato da un dio (def. Treccani)

L’entusiasmo è capace di smuoverci da dentro, facendoci uscire dalla nostra zona di comfort, travolge e ci coinvolge nelle passioni,  parlando direttamente al nostro cuore. E’ un sentimento intenso di gioia, di ammirazione, di desiderio per qualche cosa o per qualcuno, oppure totale dedizione a una causa, o ad un ideale.

Passato l’entusiasmo si torna con i piedi per terra ed è allora che bisogna fare i conti con la realtà.

Passata questa fase iniziale alcuni fanno dei passi indietro, si lasciano travolgere dalle insicurezze.

Spesso sono le frasi demotivanti di chi ci sta attorno che prendono il sopravvento. E se la motivazione non è abbastanza forte, se non siamo capaci di lucidare il nostro obiettivo, di vedere la meta che volevamo raggiungere, ci si blocca.

Qualcuno invece, sfrutta l’entusiasmo per superare la fase iniziale, per prendere la rincorsa, usa la spinta, per cominciare a muoversi.

E’ un po’ come muovere una macchina. L’avvio è quello che richiede più fatica, poi una volta superarto la fase iniziale e l’attrito mantenere il movimento richiede meno sforzo.

A questo punto, ritornando nella metafora della gara, non resta che allenarsi davvero, passo dopo passo, giorno dopo giorno.

Costanza

Nei week end di quest’ultimo anno invece di spegnere la sveglia e girarsi dall’altro lato, gli aspiranti runners hanno macinato chilometri su chilometri, consumando la suola delle scarpe, rinunciando ad ore di sono, sacrificando il riposo. E il tutto sempre con il focus sulla gara, sul traguardo.

Never give up

Ed è la stessa cosa che capita nella vita.

E nel business.

Non ci sono scorciatoie, non conta la fortuna.

La strada è segnata. La meta indicata e ben chiara nella tua testa.  E per arrivarci si deve lavorare duro, sudare, faticare.

Ma se sei determinato e costante, passo dopo passo, la perseveranza ti premia.

Il sorrisi dei finisher, di chi ce l’ha fatta, il brillio e la gioia negli occhi.

Il successo è lì, che ti aspetta.

E non importa che sia un traguardo, o il successo nel lavoro quello che cercavi.

Quando arrivi lì si dimenticano i dolori, i crampi, la fatica massacrante. Perché tutto è servito per farti arrivare.

Per tagliare quel traguardo, il TUO TRAGUARDO

Never give up

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